Anna dei Cicli, Signora perenne

È il giorno della tua festa,
Anna Perenna,
presso le rive del Tevere
il popolo si riversa,
uomini e donne
sdraiati sull’erba
ebbri di gioia
cantano e ballano,
i più fortunati
nel tuo nome
si amano
e tu, arcaica oltre ogni tempo,
rinnovi
gli animi e le coscienze.

Eterni istanti
frammenti innocenti
ignari e coscienti
della struggente caducità
che in un sol soffio,
tutto da
e tutto toglie.

Anna dei cicli
Signora perenne
custode dell’indicibile mistero
che viene e che va,
di quell’unico istante
che incastona
gioia e sofferenza
come sfere
di madre perla.

Sei nel cielo il plenilunio
che racconta
le molte leggende
sull’indistruttibile signora
delle fonti nascoste.

Ma tu chi sei delle tre?
l’antica Dea,
la sorella ninfa
o l’astuta saggia?

Dalle profondità delle acque
ti chiamo
e la corrente si cheta,
tra le spire del vento
ti chiamo
e brilli nella tempesta.

Anna dei Cicli
Signora perenne
all’echeggiare della tua risata
sboccia la terra
e torna a correre la vita,
sei il primo giorno di primavera.

Neriene

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