Io, Persefone

Passeggiavo
tra i profumati campi
della mia Sicilia
il grano era maturo
e un incantevole
specchio d’acqua
diramava i suoi ruscelli
come raggi di sole
sulla mia pelle candida.
Un sordo boato
ruppe il silenzio
la terrà si squarciò,
quattro cavalli neri
ti portarono
dinanzi a me,
ti vidi
un brivido lungo la schiena,
la ghirlanda di fiori
cadde ai tuoi piedi,
in un attimo
fui rapita.
Profondi ululati
squarciarono la notte,
oscuri meandri
di inferi pensieri
divennero la mia dimora.
Scivola il mio piede
sull’umido lastricato
di sensazioni contrastanti,
mi sostieni in silenzio
fino a morire d’amore.
Sei chicchi di melograno
e sarò tua per sempre.

Odo Madre il tuo dolore
soffri
senza trovare pace,
tornerò da te
per far sorridere l’estate
ma il mio destino
è il mio regno,
lo sento
lo voglio.
Incoronami, mio amato,
Signora
dell’invisibile mistero.

Sei chicchi di melograno
e sarò tua per sempre
un benvenuto e un addio
nel medesimo istante,
rinasco sposa e regina.

Neriene

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